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In questa pagina .parleremo del Melograno ma  se volete vedere un posto bellissimo  non perdetevi l'occasione di andare ad Issogne a visitare............

                                                                 

Il castello d'Issogne, il fantasma ed

il magnifico melograno

Melograno

Informazioni reperite Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. o liberamente aggiunte dagli autori.

 Il melograno (Punica granatum, L.) è  originario di una regione che va dall'Iran alla zona himalayana dell'India nel Caucaso, e nell'intera zona mediterranea.

 Il nome di Genere Punica deriva dal nome romano della regione geografica costiera della Tunisia, e della omonima popolazione, altrimenti chiamata cartaginese, (Popolazione di estrazione fenicia che colonizzò quel territorio nel VI a.C.); le piante furono così nominate perché a Roma i melograni giunsero da quella regione.

Cerchiamo di ricapitolare e raccordare il suo significato simbologico in varie culture, religioni, epoche.

 Iniziamo dalla cultura Celtica.

 Per i Celti il melograno assume una rilevanza eccezionale con un forte simbolismo ed è elemento fondamentale nei riti delle principali festività celtiche.

L'anno celtico era diviso in feste solari e lunari. I solstizi e gli equinozi solari erano i punti che segnavano
il percorso del sole: massima altezza nel solstizio d'estate, minima nel solstizio d'inverno, e intermedia agli equinozi.

Le Feste Lunari o Feste di fuoco celtiche sono feste ancora sentite in molte regioni del mondo. Le principali feste sono infatti le antiche Samhain (31 ottobre/1º novembre), festeggiata ancora oggi come Halloween e la festa di Beltain (30 aprile/1º maggio). Secondo il calendario celtico segnavano la divisione dell'anno in due parti: la metà oscura e quella luminosa (inverno ed estate).

La festa di Samhain era il  Capodanno dei Celti e quello era il giorno o piuttosto la notte in cui si spalancano le porte del regno dell’altro mondo ed i morti potevano entrare in contatto con i vivi.

Per i Celti questa festività aveva tra i suoi simboli il melograno e questo simbolismo lo ritroviamo in molte altre popolazioni e culture, dai Celti mutuato o invece da questi recepito ? 

 

Nell’Antico Testamento troviamo ancora altre tracce e simbolismi che hanno come soggetto il melograno.

Robert Graves ci ricorda che il melograno era l’albero sacro a Saul, nonché di Rimmon, il nome di Adone dal cui sangue si dice sia sorto. Aggiunge, poi, che per tradizione la vittima pasquale veniva infilzata in uno spiedo di melograno. Nel libro dell'Esodo (Esodo; 28:33 – 34) il Signore ad Aronne prescrive che le immagini delle melagrane siano applicate sugli abiti rituali dei Grandi Sacerdoti, ricamate nel bordo dell’abito sacerdotale di colore viola, porpora rossa e scarlatto, in mezzo a sonagli d’oro. Il libro dei Re (Re; 7:13 – 22) descrive i melograni rappresentati sui capitelli che erano sul fronte del Tempio di Salomone in Gerusalemme e qui, oltre ad essere un simbolo divino, divengono anche simbolo regale, grazie alla coroncina del frutto. La corona, che nella simbolistica ebraica indica la santità, sarebbe rappresentata anche dalla "corona", residuo del calice fiorale che permane nella parte apicale del frutto.

Quella della melagrana è una delle poche immagini che appaiono nelle vecchie monete della Giudea come simbolo santo. Attualmente molti rotoli della Torah quando non sono in lettura, e quindi sono avvolti, sono protetti da gusci in argento a forma di melagrane (rimmonim) .

 Secondo Graves e vari studiosi è fondata l’ipotesi che l’ Albero della vita del Paradiso Terrestre non fosse stato un melo ma bensì un melograno. Ancora oggi in molte rappresentazioni dell’area mesopotamica permane la somiglianze estrema tra il melograno ed i frutti dell’albero della vita.

Il melograno,  nella simbologia ebraica, è, inoltre, simbolo di onestà e correttezza, dato che il suo frutto conterrebbe 613 semi, che come altrettante perle sono le 613 prescrizioni scritte nella Torah, (365 divieti e 248 obblighi) osservando le quali si ha certezza di tenere un comportamento saggio ed equo.

 La melagrana è uno dei sette frutti elencati nella Bibbia (Deu. 8:8), come speciali prodotti della “Terra Promessa”.

Anche nella religione islamica  il melograno è citato per crescere nel giardino del paradiso (55:068). È anche menzionato in (6:99, 6:141) dove i melograni sono descritti tra le buone cose create da Dio.

 

Nell’antica grecia il mito del melograno giunge dall'oriente, valorizzato come oggetto culturale e mitico da divinità anatoliche (Cibele), o mesopotamiche (Ishtar).

 

La mitologia importata confluisce in Grecia con numerosi riferimenti alle divinità greche al frutto ed ai semi del melograno, fra gli altri il mito di Persefone e quello di Era.

 Ancora oggi, quando è acquistata una nuova casa, è uso in Grecia mettere quale primo dono presso l'Iconostasi (altare domestico) della casa, un frutto di melograno come simbolo di abbondanza, fertilità e buona fortuna.

 

  Gli antichi Romani ornavano il capo delle spose con rametti di questa pianta per augurare loro fertilità ed in effetti, a Roma, la melagrana era tenuta in mano da Giunone e rappresentava il matrimonio, l’amore e quindi i frutti di questo amore.

Narra la leggenda che Proserpina, dea della fecondità, rapita da Plutone, decise di restare 6 mesi con lui dopo aver gustato dei semi di melograno che questi le aveva offerto.

Da allora il melograno divenne simbolo dei piaceri proibiti, del successo in amore, della
fecondità e della prole numerosa. Perciò se avete pene d’amore e se desiderate la fedeltà della persona amata raccogliete 7 chicchi di melograno e riponeteli con 7 chicchi di riso in un sacchetto di panno verde. Bruciate poi in una notte di Luna piena delle foglie di edera, simbolo della fedeltà in amore e del desiderio che non muore. Contemplate la Luna mentre la pianta brucia, ponete le ceneri nel sacchetto con i chicchi di melograno e di riso e lasciate l’amuleto su un piattino bianco alla luce della Luna per tutta la notte. Portatelo sempre con voi, meglio se sul lato sinistro del corpo.

Presso i Romani però aveva anche un significato legato alla morte o piuttosto al culto della vita dopo la morte.

 In molte tombe romane, è frequente trovare, sopra le epigrafi, oltre le classiche immagini di uva e della vite,  dei melograni in basso rilievo.

 Furono i Latini a dare l’ attuale nome alla pianta,  malum ("mela") e granatum ("con semi”). La stessa origine è riconosciuta anche in altre lingue come in Inglese “Pomegranate”, ed in Tedesco “Granatapfel, (mela coi semi).

 

In Inglese antico era noto con il nome di "apple of Grenada" (mela di Granada).

La denominazione della città spagnola GRANADA deriva dalla introduzione del frutto operata sotto la dominazione moresca in Spagna; la città spagnola di Granada ha infatti nello stemma un frutto di melograno, in spagnolo (granada) ed in antico francese (la grenade) significavano appunto melograno,

 Un giorno importante della Chiesa ortodossa greca è la Presentazione di Maria, in tale ricorrenza è tradizionale in alcune regioni della Grecia la preparazione della tavola della "polysporia", anche nota con l'antico nome di "panspermia", con offerte di cibi e frutti della terra fertile, con evidenti richiami pagani a Dioniso.

 

Nell'Induismo, uno dei nomi del Dio Ganesha è "Bijapuraphalasakta,", “colui che gradisce la frutta dai molti semi” (il melograno).

Ogni parte della pianta, (radici, corteccia, fiori, foglie) è usata nella medicina Ayurveda.

Si usano per le proprietà medicinali la corteccia delle radici prelevata in primavera o in autunno, e la scorza dei frutti raccolta in autunno, ricche di tannino, tagliate a pezzetti e fatte essiccare all'aria.

 La polvere ottenuta, utilizzata come decotto, ha proprietà tenifughe, astringenti, e sedativo nelle dissenterie; per uso esterno il decotto ha proprietà astringenti, per clisteri o irrigazioni vaginali.

I preparati a base di corteccia di radici sono estremamente pericolosi, provocando fenomeni di idiosincrasia.

L'infuso dei petali viene utilizzato come rinfrescante delle gengive. I semi eduli ricchi di vitamina C, hanno proprietà blandamente diuretiche, si usano anche per la preparazione di sciroppi e della Granatina.

Le scorze dei frutti hanno anche proprietà aromatiche e vengono utilizzate per dare il gusto amarognolo a Vermouth e aperitivi.

 

 

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