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Racconto in concorso - Votalo

 Il Noce ed il Nocino

Le radici botaniche dei racconti di streghe

Il noce è tradizionalmente una pianta associata alle streghe che sotto i suoi rami si riunirebbero per i loro sabba diabolici.

Quali sono le origini di una simile credenza? Al di là delle molte leggende si può osservare che noce è, in effetti, una pianta pericolosa: nelle radici e nelle foglie è presente la juglandina, un alcaloide velenoso con cui l’albero elimina le piante vicine. Per questo alla sua ombra non se ne trovano mai altre.

Dal mallo delle noci è possibile anche estrarre un veleno spesso usati nei tempi antichi per accentuare l'effetto di frecce o lance o avvelenare lentamente i nemici.

In erboristeria bisogna quindi prestare attenzione alle sue caratteristiche di tossicità per le possibili interazioni nefaste con altri medicinali e sostanze, per cui è sempre necessario consultare un medico prima di assumere preparati erboristici.

Ecco quindi come sia possibile passare dalla botanica al mito e capire perchè questa pianta è così legata alle leggende delle streghe.

Ed allora ecco che le leggende e la tradizione medievale raccontano che la notte di San Giovanni, tra il 23 e il 24 Giugno, notte in cui il mondo naturale e soprannaturale si compenetrano e accadono “cose strane” come narra Shakespeare nel “Sogno di una notte di mezza estate”, tutte le streghe volino per celebrare il sabba sotto il Grande Noce di Benevento.

Ritornando però all'erboristeria, al noce vengono riconosciute proprietà astringenti, antisettiche, cicatrizzanti, depurative, digestive, detergenti, toniche, ipoglicemizzanti, vermifughe.

Del noce sono utilizzati in erboristeria il mallo, le foglie e le gemme.

Mentre l'olio tratto dal mallo di noce favorisce l’abbronzatura ed ha una buona capacità protettiva, i frutti acerbi sono utilizzati per preparare un liquore, il nocino.

Questo liquore, chiamato dalle antiche tradizioni "estratto di rugiada magica", sarebbe la panacea di tutti i mali e dotato di virtu’ magiche… Sia gli antichi Greci che i Romani riconoscevano al nocino proprietà terapeutiche nonché magiche. Le doti del nocino sono anche testimoniate nei trattati del ’500 come ad esempio nel “Tesoro della Sanità” del famoso medico Casto Durante de Gualdo.

Sebbene questo liquore sembri derivare dalla tradizione padana, è ormai entrato nella tradizione gastronomica di tutte le zone vocate alla produzione di noci; infatti anche a Napoli le famiglie, secondo la tradizione, concludono i pranzi con questo liquore, altamente digestivo, ricavato dalle noci.

Per concludere vi riporto un'antica simpatica tradizione che, seguita nei periodi natalizi, potrete semplicemente e con divertimento, ripetere.

Con i gusci vuoti delle noci fate delle barchette e mettete una piccola candela accesa nel guscio. Mettete, poi, i gusci a galleggiare in una vaschetta d'acqua. Se il guscio riesce ad attraversare la vaschetta allora il suo proprietario vivrà una lunga vita piena di salute. Un guscio che affonda invece porterà invece sfortuna al suo proprietario.

 

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