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IL FIENO

 

Per fieno si intendono quelle erbe essiccate in modo particolare, raccolte e immagazzinate normalmente ai fini di alimentare determinati animali, in particolare bovini, equini, caprini e ovini. Il fieno viene tagliato e raccolto più volte nel corso dell'anno ed a seconda del periodo in cui avviene questa operazione, prende nomi diversi:

  • fieno di primo taglio: detto maggengo o maggese, perché viene raccolto in maggio (ma anche in giugno), è il fieno migliore
  • fieno di secondo taglio: detto agostano
  • fieno di terzo taglio: detto settembrino o grumereccio o terzuolo è quello con qualità nutritive inferiori.

Da questa prima sintetica descrizione potete già dedurre che le proprietà del fieno sono correlate alle erbe che lo compongono ed al luogo del taglio.

I fieni maggiormente curativi sono quelli provenienti da alcune zone delle Dolomiti sia per fattori climatici che per la particolarità dei terreni calcarei

Questo insieme di erbe, oltre al trattamento che gli viene riservato, comporta che il fieno sprigioni varie essenze che conferiscono al fieno anche effetti curativi.

Tra le essenze troviamo il cumarino, olii eterici come le sostanze tanniche, gli acidi lattici, la provitamina A e la vitamina D .

Il fieno, essenzialmente nei paesi nordici, è utilizzato da secoli come un rimedio contro molti malanni. Erbe come l’arnica, la camomilla di montagna, millefoglie, la veronica e la piantaggine, durante il bagno di fieno penetrano nella pelle. L’elevata temperatura del bagno di fieno facilita l’apertura dei pori permettendo così ai principi di agire nel miglior modo possibile: stimola il tessuto connettivo e il sistema nervoso vegetativo, depura e disintossica e rinforza anche il sistema immunitario

Un bagno nel fieno stimola la circolazione ed aiuta nel caso di reumatismi, gotta, sciatalgia, tensioni e contrazzioni muscolari, ernia al disco e nevralgie. Particolare è il Fieno Greco la cui caratteristica è la presenza della trigonellina contenuta all'interno dei semi.

Al riguardo studi clinici [1] dimostrano la validità dell'uso di questa pianta per la lotta al diabete: il decotto dei semi induce un abbassamento molto rapido del tasso di zuccheri nel sangue.

La tradizione popolare italiana la consiglia per aumentare la produzione di latte nelle puerpere e questa sua azione galattogena è riconosciuta anche nei paesi del Terzo Mondo [2] · [3].
È riconosciuto il ruolo dei semi come epatoprotettori in particolare nell'intossicazione da etanolo[4] e nella steatosi epaticaobesità[5].
È considerato un ottimo ricostituente, in quanto ricco di saponine, che hanno l'effetto di stimolare l'appetito. È ricco di ferro, quindi è indicato per combattere le anemie[6], considerando che incrementa la produzione di globuli rossi svolta dal midollo osseo.

Nella cultura magica occidentale non si ricorre direttamente al fieno ma piuttosto alle varie erbe che lo compongono, ciò in quanto è più facile il loro dosaggio.

Nella magia africana invece si utilizza anche il fieno greco che veniva utilizzato gettandone un fascio in una specie di largo tegame di ferro su un fuoco all’aperto, con l’aggiunta di una manciata di semi di cola. Veniva quindi rimestato con un bastone, facendo gesti con la sinistra e continuando ininterrottamente a salmodiare una cantilena. Quando l’erba era incenerita e i semi tostati si raccoglieva il tutto e veniva conservato in un recipiente di terracotta.

Ma per farne cosa.

A questo riguardo è interessante riportare la precisazione di un famoso testo teurgico (De Mysteriis, 157,11): “Le esalazioni delle offerte hanno affinità con il dio, non con l’anima dell’adepto”. Fumi e profumi venivano adoperati anche in occasioni profane, come i banchetti, per quanto sia dimostrabile che potessero avere anche un carattere di genere differente, tipo il convito dei platonici. In queste occasioni si sfruttavano, verosimilmente, le proprietà euforizzanti, stimolanti l’intelletto o l’immaginazione, favorendo la coesione psichica tra i convitati. Ecco perché si riteneva l’odore del fieno greco, che per noi è praticamente puzzolente, come “soave e delicato”.

Ma anziché attirare gli Dei, li si avesse voluti in qualche modo cacciare?

 

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