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Inizia un affascinante viaggio verso i

Luoghi del mistero

storie e curiosità di luoghi misteriosi da visitare, Ori e tesori da trovare, Misteri e curiosità delle piante e del cibo, Storie di Eroi Minori, Guide in pdf da scaricare gratis

Buon Viaggio
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Indice generale della sezione ERBE:

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Belladonna (arctium lappa)

 

La Belladonna è citata fin dagli antichi greci : nelle “Metamorfosi” di Apuleio, con una pomata a base di Belladonna, Panfilia si trasformò in uccello e avrebbe volato nella notte.

La Belladonna era detta nel Medioevo “erba delle streghe”, forse ricollegandosi alla storia di Panfilia ?

Il filosofo Girolamo Cardano ci dice che durante questo periodo l'erba era tenuta in gran considerazione come droga psichica. Circa gli ingredienti che componevano la droga c'erano gemme di pioppo seccate, foglie secche di papavero, giusquiamo. L'unguento che si ricavava veniva strofinato alle caviglie, al collo, alle braccia e calmava i dolori rendendo piacevole il sonno.
La Belladonna è però famosa perchè veniva utilizzata in un filtro magico che pare servisse alle streghe per recarsi agli infernali sabba.
Niente unguenti ma lavanda misteriosa.

Siamo riusciti a recuperarne la composizione: Belladonna, giusquiamo, cicuta comune,
canapa indiana, oppio.

Per il dosaggio preciso scrivetemi.
Abbiamo accennato alle riuniuni del Sabba: convegni di streghe e diavoli che si riunivano di notte per orge e congiunzioni incredibili. Sull'argomento sono già corsi fiumi d'inchiostro. Vorrei solo aggiungere che contrariamente a quanto si possa credere, queste misteriose assemblee erano frequentate principalmente da gente ricca e potente, da nobili e dame di corte. Molti di costoro, alteri nella vita, non esitavano a prestarsi a reggere la “coda” del diavolo durante le grottesche processioni a cui partecipavano. Numerosi erano anche quelli che disperatamente cercavano qualcuno disposto ad iniziarli ai misteriosi preparativi indispensabili per recarsi ai Sabba. Vi lasciamo quindi immaginare quanti e quanto fossero soggetti a truffe e raggiri vari.

La voce popolare indicava come mezzo indispensabile per compiere lo strabiliante volo verso i luoghi della riunione, il cosiddetto “unguento delle streghe”. Questo unguento veniva spesso fornito direttamente dal diavolo. L'unguento faceva però brutti scherzi a chi lo usava senza la dovuta autorizzazione....del diavolo. Si racconta che in una notte del 1611, vedendo la propria moglie ungersi con una misteriosa mistura, desideroso di seguire la moglie e di partecipare anche lui alle decantate delizie delle orgie sataniche, si unse con il grasso lasciato dalla moglie.

Immediatamente fu trasportato in un sotterraneo di un castello. Mescolato al flusso di persone che ivi si trovavano cercò di partecipare al convegno ma fu scoperto dalla moglie che fece un certo gesto ed, immediatamente, si trovo solo.

Il giorno dopo venne trovato dalla servitù del castello che ritenendolo un ladro provvedettero a malmenarlo per bene.

Come cambiano i tempi... la moglie gli mette le corna, lui cerca di partecipare all'orgia della moglie ma questa non vuole e lo fa malmenare.

Comunque la realtà deve essere meno tenebrosa forse solo più squallida.

Probabilmente visti i componenti dell'unguento, il Sabba era solo una specie di sogno, un incubo indotto dalle proprietà stupefacenti ed afrodisiache delle varie erbe.

Ora si ricorre a droghe sintetiche e, purtroppo, il diavolo non compare solo durante il Sabba ma diventa un incubo costante per i drogati.

Betonica

 

Alla Betonica sono sempre stati attribuiti poteri magici, tra l'altro si crede che i serpenti non possano superare un cerchio fatto con i suoi fusti..

 

A parte queste credenze si ritiene che l'odore della betonica agisca sulle persone nervose e che i fiori essiccati, conservati nel cappello, proteggono dai mal di testa.

 

 

 

 

Brionica

 

La brionina, contenuta nella Brionia, è un eccellente purgante  e un buon veleno:
a fitoterapia consiglia perciò molta prudenza.   Altri nomi di pianta sono decisamente espliciti: “sputaveleno”, “zucca marina”. Il botanico e medico Thore nel 1803 indicò la Brionia come una “feroce medicina”  
Antichi studiosi,  come il Bartholin nel XVII secolo la indica come capace di far rigettare qualsiasi cosa.  La radice di Brionia assume a volte la forma umana, perciò anticamente i maghi la usavano per fabbricare un piccolo amuleto il cui possesso renderebbe ricchi e fortunati.