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Ginestra; Giusquiamo; Henna;

 


Ginestra

Secondo la tradizione, soprattutto francese, questa pianta ha il potere d'immunizzare dal veleno dei serpenti, in particolare la vipera ed anche il cobra (se fate in tempo). La medicina ufficiale avrebbe confermato questa tradizione confermando che il solfato di sparteina, contenuto nella ginestra, possiede un certo potere antivelenoso.

Alcuni esperimenti di laboratorio avrebbe dato dei risultati sorprendenti: il 40% dei topi morsicati dai cobra riuscirebbero a sopravvivere sotto l'azione della polvere dei fiori di ginastra.

Lo sapevate che in Spagna questa pianta veniva usata per produrre carta ?

 

 

Giusquiamo

 Pianta antica, nota a tutti i misteri ed a tutte le magie, era esaltata da Dioscoride, famoso medico del I secolo d.c., per le sue proprietà medicamentose. Si tratta però di una pianta molto velenosa di odore molto sgradevole.
Il giusquiamo è la pianta magica di Giove, perciò infonde saggezza ed illuminazione.

La pinata dovrebbe avere proprietà allucinogene, almeno a dar ascolto a quanto ci racconta Dioscoride. Secondo lui questa pianta provoca visioni di folletti e diavoli danzanti. Sotto l'effetto dei suoi alcaloidi (josciamina) si cadrebbe in un sonno profondo popolato di scene terrificanti.

Però veniva somministrata ai condannati a morte, secondo la tradizione per attenuare gli strazi della morte ma se son veri gli effetti che produrrebbe allora temo che fosse usata solo come ulteriore e crudele volontà di produrre maggiore sofferenza al condannato. Purtroppo la storia della crudeltà umana mi lascia temere che questa ipotesi non sia del tutto infondata.

 

Henna o Hennè (sawsonia alba)

È un arbusto tipico dell'Arabia con fiori odorosi. Sottolineiamo odorosi perché non è solamente una pianta cosmetica ma veniva usata, fin dai tempi antichi, oltre che per tingere di rosso i capelli, le unghie e le labbra,  anche per profumarsi. 
Certo ora è opportuno un discorsetto sull'arte della cosmesi e dell'estetica del mondo femminile.

Andiamo nell'antica Roma, nella Roma imperiale. Nelle case patrizie c'erano locali adibiti alla toeletta ed all'acconciatura delle matrone romane.  Alla cura delle Dominae erano incaricate delle schiave specifiche, le "cosmetae". Queste schaive erano vere e proprie artiste, curavano la bellezza delle signore alternando unguenti, profumi, odori vari. Le cosmetae, per lo più di origine orientale, erano apprezzatissime e venivano acquistate sui mercati degli schiavi per somme favolose.
Il loro compito era di profumare i capelli delle loro Dominae, porgere i sali ed i profumi durante i bagni, ornare i capelli e la sera di spruzzavano di essenze pregiate la pelle delle matronae (che invidia !!!!). 

Ma nell'antica Roma c'erano anche schiave che svolgevano compiti molto particolari, ancora molto in voga ai nostri tempi.

C'erano le schiave addette a lodare la bellezza delle loro Dominae durante e dopo la toeletta; queste schiave erano dette "parassitae", perché il loro compito era esclusivamente quello di lodare le padrone durante il trucco. Erano insomma delle adolatrici di professione.

Non tutte le schiave svolgevano compiti ingrati, però se non mostravano perizia e capacità nel curare la propria padrona o non svolgevano in modo adeguato il loro incarico di adulatrici potevano essere sottoposte a punizioni molto dure; potevano subire colpi di spillo sulle cosce, sulle braccia e sul seno, che a tal fine mantenevano scoperto.
Come vedete dai tempi dell'antica Roma sono cambiate solo le pene (che prima almeno c'erano), ora basta cambiare alla svelta il proprio didietro di riferimento e non ti succede nulla, se sei bravo però.

Viva la meritocrazia

 

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