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Il CASTELLO E LA MAGIA DI ROCCA FUMONE

 

Il paese medioevale ed il castello di Rocca Fumone

L'incantevole paese di Fumone che sorge  al centro nei Monti Ernici a 783 m s.m. è  caratteristico per la sua forma a cono al cui vertice si erge l'antica rocca, medievale come il borgo che la circonda.  Deriva il suo nome dal fatto che nel corso del Medioevo, a causa della sua posizione strategica, dominante sulla vallata sottostante, segnalava per mezzo di fuochi e fumate agli abitanti dei centri vicini dei pericoli imminenti, e da questo deriva anche il detto popolare "Quando Fumone fuma, tutta la campagna trema".

Eretta tra il IX ed il X secolo, la Rocca Longhi De-Paolis è famosa non soltanto per essere stata la prigione di Celestino V, nonché il luogo della sua morte, ma anche per ospitare uno straordinario giardino pensile che, con i suoi 800 m s. l. m., è il più alto d’Europa e da cui , nelle giornate più terse è possibile vedere a Nord la Cupola di San Pietro e a Sud la vetta del Vesuvio.

Da diversi anni aperto alle visite, il Castello Longhi de Paolis è custode di segreti, arcani e memorie drammatiche.

Non tutti i visitatori sanno che questa rocca dall’aspetto austero permetterà loro una delle passeggiate più inquietanti ed insolite del Lazio.

A strapiombo su un precipizio, potrà essere visitato addentrandosi tra passaggi, nascondigli, segrete e trabocchetti. Come molte altre Rocche e fortezze anche questa, fin dagli anni 1000, era tristemente famosa come prigione disumana per le orribili torture che vi si praticavano.Essere condannato alla prigionia a Fumone equivaleva ad essere condannato ad una morte atroce. Tra gli altri, fu rinchiuso in questo luogo sinistro il Papa Celestino V, più o meno costretto a lasciare il trono pontificio a Bonifacio VIII. Il sant'uomo era tornato ad una vita semplice e austera nell'eremo di Santo Spirito, un convento scavato nella roccia a ridosso delle montagne d'Abruzzo.  Benedetto Caetani, appena salito al soglio pontificio col nome di Bonifacio VIII,
  non volle però correre alcun rischio e Celestino V fu rinchiuso nel Castello di Fumone dove
morì. Dopo alcuni secoli, si scoprì che il suo teschio era forato ed allora si confermò l'ipotesi che fosse stato orrendamente assassinato con un chiodo nel cranio, forse per mano di Roffredo Caetani, nipote di Bonifacio VIII. Nel momento della morte del Papa, si racconta che apparve nel cielo una grande croce splendente che rimase sospesa in aria innanzi alla porta della cella ove egli era rinchiuso.. Ma il castello è da visitare anche per altre motivi.

Già la prima impressione è quella di essere ritornati nel medioevo. Le ombre, le oscurità, il silenzio creano un’atmosfera tetra e angosciante che si tocca con mano non appena si arriva al “Pozzo delle Vergini”.

Questo pozzo è così chiamato perchè è legato alla pratica dello "Jus primae noctis". Barbara usanza che costringeva le novelle spose a giacere la loro prima notte di nozze con il signore del posto. La cosa ancora più orribile  che se una di queste sciagurate non era vergine veniva sottoposta ad orribili torture. Vien da subito il sospetto che questa sorte fosse riservata a quelle che non si dimostravano particolarmente disponibili con il signorotto di turno. Il castigo non si fermava lì e, forse anche a seconda della convenienza politica, mascherata dalla mancanza di verginità, la disgraziata scoperta “impura” dal loro “nobile” aguzzino veniva immediatamente e senza pietà gettata nel suddetto pozzo, sul cui fondo erano infisse lame affilate: nella nera cavità le loro urla risuonavano fortissime per poi svanire in una quiete assordante.

Nella rocca trova anche sepoltura l’”antipapa” francese Maurizio Bordino, nominato papa con il nome di Gregorio VIII. Fu sconfitto da Callisto II e da questi qui imprigionato, nel 1124.

La visita viene effettuata accompagnata da una guida che tra sale affrescate, arazzi, eleganti arredi e svariate opere d’arte, vi racconterà storie macabre  come quella di  monaci murati vivi o quella ancora più truce del "marchesino". Nel XIX secolo si racconta che le sorelle del piccolo "Marchesino" non volendo perdere le proprie ricchezze decisero di sopprimere il loro fratellino. Lo uccisero giorno dopo giorno,  mettendo cioè quotidianamente nella sua scodella minuscoli pezzetti di vetro. La morte fu terribile, accompagnata da dolori che divennero sempre più atroci. Il marchesino aveva solo 5 anni quando morì e le sue spoglie furono “imbalsamate” con la cera e poste in una teca di cristallo, per volere della madre cosicché ne potesse conservare la memoria. Il corpo  conservato è ancora visibile .

Secondo la leggenda, il castello sarebbe ancora infestato dal fantasma della madre, la marchesa Emilia Caetani Longhi che ogni notte si reca a trovare il figlioletto. Nel silenzio alcuni giurano di aver sentito la nenia della madre che dondola il proprio figlio. Ma pare che anche lo stesso “marchesino” non abbia abbandonato il castello, e che il suo spirito dispettoso si diletti a nascondere o spostare piccoli oggetti.

La visita del castello termina sul magnifico e vasto giardino pensile all’italiana. Qui il visitatore può ammirare alberi secolari che una leggenda vuole siano la trasformazione di antichi amanti, mentre il tocco della pietra sommitale degli 800 mt, si dice porti grande fortuna.
La località di Fumone può essere raggiunta percorrendo l'autostrada A1 Roma-Napoli, uscita Frosinone, SS 6 (Via Casilina) verso per Fumone. Oppure, da Roma prendere la Via Casilina in direzione di Frosinone e poi seguirla sino alle indicazioni per Fumone.

La visita al Castello Longhi-De Paolis è a pagamento e guidata. Tel.: 0775/49023; Fax: 0775/49714. Orario di visita: dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.30 fino al tramonto.

 

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