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Corsa delle fate sul monte Civrari

Uscendo da Torino in direzione della Val di Susa ci troviamo ben presto al monte Civrari che sovrasta il Colle del Lys ed il Colle del Colombardo.

Questi valichi collegano la Val di Susa alla Val di Viù .

Tra castagneti e faggeti, tra stupendi muraglioni in pietra "a secco" e rivoli ghiacciati si arriva agli affioramenti rocciosi di pietre prasiniti e anfiboliti, granati e diopside, mentre la massa imponente del monte Civrari è costituita da serpentiniti.

Percorrendo questi bellissimi itinerari potrete ammirare lo stupendo scenario di monti innevati,  tra cui il M. Viso e il M. Rosa, e potrete conoscere la bellissima Laietto.

Al valico di Lemie si trova una chiesa, caratteristica, che può fare anche da rifugio in caso di maltempo; proprio da qui inizia  il sentiero percorso dalla  processione delle fate, che sale al Monte Civrari.

Il sentiero non è ben segnato.

E’ indicato da un segnavia bianco e rosso, e spesso da ometti di sassi, alcuni dei quali parzialmente crollati, ed è un percorso a tratti particolarmente ripido e faticoso, soprattutto nella parte centrale, quella in cui si guadagna la cresta del monte, salendo per un ghiaione di rocce rosse, piuttosto instabili.

Una volta arrivati in cresta ci si può rilassare, sia perché il sentiero spiana rapidamente, sia perché il panorama diventa grandioso in tutte le direzioni: una vista fantastica sulla sottostante città di Torino e poi… montagne in ogni direzione.

In questo scenario "fatato" non può stupirvi la leggenda tramandata dai pastori del Monte Civrari,  una delle più popolari della zona ma che purtroppo va perdendosi nella nebbia della realtà odierna.

La corsa delle fate.

Tra i fianchi aridi di questa montagna vi sono le casette scure ove i pastori si ritirano con il loro gregge.

Il paesaggio imponente, la solitudine magica, il ruggito sordo e ancestrale di una valanga che corre alla valle.

Di notte, in mezzo a quella desolazione, mentre la nebbia striscia infida nelle gole, spinta dal vento che flagella le rocce, lattiginosa dal chiarore della luna, un vecchio pastore ode sgomento un rumore di ruote e di sonagli.

Uscito dalla povera casa, vede passare la
splendida e meravigliosa corsa delle fate.

Potremmo anche sorridere di questa ingenua leggenda ma come non immaginare questa corsa delle fate con le corone di edelweiss sul capo, i cangianti abiti svolazzanti nel vento e nella nebbia, ritte sui carri di fuoco,  in uno splendore di luce, seguite dai folletti nella corsa vertiginosa sulle creste, i colli e le altissime cime.

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