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Il mistero nel carnevale sardo

Il carnevale sardo, maschere scure e bianche, sfilate caratteristiche e mistiche, personaggi celati dietro costumi arcaici che emergono dal profondo delle tradizioni e dei tempi, che nascondono segreti celati dietro immagini irreali, misteri legati alla loro stessa origine. Una lunga scia di misticismo, di cultura pastorale e sconosciuta che va da Mamoiada a Orotelli, passando per Fonni, Orani ed Ottana. Il carnevale rappresenta forse il momento in cui riemergono e riacquistano dignità i ricordi di un popolo il cui DNA non ha origini o collegamenti con altri popoli della terra.

Uno studio apparso anni fa sulla prestigiosa rivista "Le scienze" faceva rilevare che il DNA delle popolazioni sarde non era presente nè derivava da altri ceppi terrestri. Per tutte le altre popolazioni è possibile risalire al nucleo genetico di origine. Le mutazioni nel DNA mitocondriali, in gran parte a causa dell'esposizione ai radicali liberi dell'ossigeno, possono essere utilizzate per ripercorrere la comune discendenza materna degli esseri umani moderni e permettono di determinare il nostro rapporto con specifici gruppi genetici e quindi popolazioni.

Esclusivamente il popolo sardo (e quello Basco) non risultano imparentati con altre popolazioni terrestri.

Qual'è la loro origine, da dove viene questo popolo ?

Ma parliamo di questa rappresentazione sacra, oggi descritta come profana: il carnevale.  ll giovedì grasso, nella piazza principale Mamoiada, sarà bruciato un fantoccio di cartapesta. Il falò finale sarà il rito propiziatorio consumato un pò dappertutto, sino a Tonara con il "Coli-coli", a Gavoi dove i suoni saranno diretti dai Tamburinos, a Bosa, regina delle maschere improvvisate.

La sfilata dura dal pomeriggio fino alla tarda sera; per tutto il giorno i figuranti si limitano nel mangiare e nel bere poiché l’esibizione richiede sforzo e le cinghie dei campanacci comprimono il torace. Qualche studioso sostiene che anticamente le maschere digiunassero in accordo a determinati misteri.

Le maschere, i personaggi centrali e più famosi del carnevale sardo sono rappresentati dai Mamuthones e dagli Issohadores.

La loro processione non ricorda un'allegra carnevalata quanto una solenne x cerimonia composta e ordinata, un corteo religioso. Il passo cadenzato per avanzare e scuotere i campanacci ricorda una danza, «una processione danzata».

Il gruppo degli officinanti è composto tradizionalmente da 12 Mamuthones e 8 Issohadores che sfilano con un preciso ed immutabile ordine.

La processione  si riperpetua da sempre con la stessa liturgia: due file parallele di Mamuthones scuotono i campanacci mediante un colpo di spalla e si muovono con ritmi lenti mentre il  capo Issohadore impartisce gli ordini ai Mamuthones e da il ritmo alla danza; una fila procede a piccoli passi, andando avanti col piede sinistro, retrocedendo col piede destro; la fila opposta, avanza col piede destro e retrocede col sinistro. Gli Issohadores, si muovono invece  più agilmente, lanciano la propria fune e catturano le giovani donne quasi a riaffermare e riproporre il dominio sul gruppo che controllano.

I Mamuthones sono disposti rigorosamente su due file parallele, uno spazio all'interno, si muovono forse come prigionieri di una liturgia e più semplicemente di un potere più forte, quello che li controlla; gli Issohadores, mobilissimi, quasi a protezione od a guardia, si sistemano intorno a loro, in posizione di avanguardia, retroguardia e sui fianchi esterni delle due file. Il capo Issohadore regna in posizione centrale ed impartisce con i suoi movimenti il ritmo e gli ordini ai mamuthones.

Il gruppo procede lento e imponente esercitando sui presenti una forte suggestione, quasi un fascino ipnotico.

Tutto il corteo esprime una vera e propria tecnica magica che facilmente si può interpretare come tesa a dimostrare e riaffermare la forza ed il dominio della casta dei sacerdoti, o dei maghi, sulle forze produttive della terra, in tal modo tranquillizzando le popolazioni e riaffermando e rinnovando il patto con la natura a garanzia della rinascita della terra dopo l'inverno.

 

 

 

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