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Il guerriero di Capestrano

Nel museo archeologico di Chieti è conservata una statua misteriosa ed affascinate che ha dato luogo a molte illazioni. Si tratta del "guerriero di Capestrano" (VI secolo a.C.), così soprannominato perchè rinvenuto in una località a nord-est di Capestrano in una necropoli dell'antica città di Aufinum (Ofena), un borgo medioevale in provincia dell'Aquila.

 

E' senz'altro una delle raffigurazioni più monumentali e impressionanti dell'arte italica, Si tratta di un unicum, di cui gli studiosi non sanno offrire spiegazioni.

 

La statua è alta oltre due metri e raffigura un personaggio dall'abbigliamento insolito, una figura maschile con braccia ripiegate sul petto. Il volto è forse coperto da una maschera. La fattura del copricapo è senz'altro inusitata, copre le orecchie, è a forma di disco con oltre 65 cm di diametro. Il torso e la schiena sono protetti da scudi, mentre un altro riparo, in cuoio o in lamina metallica, sorretto da un cinturone, protegge il ventre. Le gambe recano degli schinieri e i piedi calzano dei sandali. Appesi davanti al petto, il guerriero porta una spada, con elsa e fodero decorati, e un pugnale. La destra regge forse un'insegna di comando o una piccola ascia. Gli ornamenti sono costituiti da una collana rigida con pendaglio e da bracciali sugli avambracci..

 

La figura poggia su un piedistallo ed è sorretta da due pilastrini laterali, sui quali sono incise delle lance. Sul sostegno di sinistra vi è un'iscrizione di cui s'ignora l'origine ed il significato, un'unica riga di testo con verso dal basso in alto e parole separate da punti: MA KUPRI KORAM OPSUT ANANIS RAKI NEVII: Sebbene lungamente esaminata e studiata da linguisti, studiosi ed esperti archeologi non è stato ancora chiarito quale alfabeto sia stato usato e, quindi, in quale lingua sia stata scritta?
La statua è di eccezionale qualità e certamente è in contrasto con il livello di scarsa raffinatezza riscontrabile in opere dello stesso periodo e della stessa zona quali  ad esempio la stele di Guardiagrele, il torso di Atessa,  “le gambe del diavolo” da Collelongo (L’Aquila).

 

L'anatomia del guerriero è riconducibile ai coevi kouroi greci,  mentre molta più cura è stata dispensata nel raffigurare dettagli come le armi, forse per sottolineare il rango e l'importanza del personaggio ma forse anche per lasciare un segnale, un messaggio per l'aldilà o per i posteri.

 

I kouroi e le korai  sono sculture greche, la cui nascita si colloca intorno al VI secolo a.C. e la cui impostazione risente della cultura egizia e tramite questa della cultura sumera.

 

Come si è soliti suddividere i tre stili dei templi greci in ordine dorico, ionico e corinzio, convenzionalmente si divide la scultura greca in dorica, attica e corinzia.

 

 

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    La scultura dorica si sviluppa dal VII-VI secolo a.C. ed è caratterizzata da fattezze tozze e un po' sproporzionate.

     

 

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    La scultura attica si sviluppa dal VI secolo a.C. e cerca di riprodurre le membra maggiormente curve.

     

 

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    La scultura ionica si sviluppa anch'essa nel VI secolo a.C. e ricerca l'armonia e l'equilibrio.

     

 

 

Il mito a cui si fa riferimento per questo tipo di sculture è quello di Kleobi e Bitone

 

Il mito narra come Kleobi (Klèobis) e Bitone (Bìton) fossero i due figli di Cidìppe, sacerdotessa del tempio di Hera. I due giovani si offrono di aiutare la madre, in ritardo nell'andata al tempio. Siccome predisporre i buoi avrebbe richiesto molto tempo, Kleobi e Bitone si offrono di sostituirsi ai buoi e di trainare con le proprie forze il carro della madre per 45 stadi, circa 8 chilometri. Cidippe, estremamente orgogliosa e riconoscente verso i propri figli, prega la Dea affinché premi i due ragazzi. Hera, ricevute le preghiere e commossa del loro atto, li fa sprofondare entrambi in un sonno piacevole ed eterno.

 

In conclusione tutti gli studiosi sono concordi nel ritenere che il Guerriero rappresenta: “ la più importante fra le sculture con una monumentalità ignota ad altre creazioni del mondo italico ” (Bianchi - Bandinelli - Giuliano) ed inoltre molti particolari ci riportano a miti di derivazione forse etrusca o medio orientale, in particolare egizia e sumera, ma comunque certamente inusuale per non dire incoerente con la cultura indigena dell'epoca.

 

Cosa dire quindi ? Chi è il personaggio rappresentato in modo così particolare ? Si tratta senz'altro di una scultura di origine e struttura misteriosa che ci può far percorrere sentieri di fantasia ma che comunque merita di essere vista, non fosse altro per respirare l'area di mistero che trasmette.

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