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 I Tarocchi e il Museo Egizio di Torino


Museo Egizio - Torino

 

Il visitatore che s'imbatte in questo sito sicuramente conosce l'importanza e la ricchezza dei reperti conservati nel Museo Egizio di Torino per cui ritengo inutile ripetermi con descrizioni ed informazioni già ampiamente reperibili in rete.

Prima di passare ad analizzare il possibile legame tra Tarocchi ed Antichi Egizi vorrei solo richiamare l'attenzione sul fatto che il primo oggetto in assoluto giunto a Torino è la Mensa Isiaca, una tavola d'altare in stile egizio, giunta probabilmente a Roma nel I secolo d.C. per la realizzazione del grandioso tempio di Iside che allora esisteva nella zona in cui attualmente troviamo il Pantheon. Nel 1630 fu trasportata a Torino da Carlo Emanuele I di Savoia ed intorno ad essa sorse il grandioso e magico Museo Egizio di Torino, con i suoi segreti e le sue arcane forze esoteriche.  Se vi interessano altri particolari e soprattutto contestualizzare il tempio di Iside esistente a Roma e risalire alle leggende che intorno ad esso si sono succedute nel tempo, vi invito a leggere il nostro articolo su quei luoghi di Roma (Il complesso di Santa Maria sopra Minerva - Il tempio di Iside e gli Immortali), a ripercorrere la storia dei luoghi e dei misteri della zona in cui sorse il tempio di Iside ed in cui ancora oggi è possibile perdersi con la fantasia, nel tempo e nelle leggende.


Ma torniamo ai Tarocchi ed all'Egitto.

Alcuni studiosi ritengono che i Tarocchi siamo una rappresentazione del leggendario libro di Thoth, anzi, lo stesso libro di Thoth. La tradizione mitica attribuisce l'originale scrittura del Libro dei Morti a Thoth, patrono delle scienze. Questo libro, suddiviso in Capitoli o, per altri, in Formule,  rappresenta l'ultimo stadio nella evoluzione dei testi magico-religiosi che dovevano assicurare al defunto la protezione contro le forze malefiche dell'oltretomba.

Il primo testo completo di questo formulario, che prese il nome di "Libro dei Morti",  fu realizzato nel 1842 da un papiro all'epoca presente del Museo Egizio di Torino ma che ancora oggi è possibile vedere nello stesso Museo Egizio..
Interessante è notare che il nome originale dato dagli antichi Egizi era Peret-em-heru, ossia "Formule per uscire nel giorno". Ma qui potremmo partire per la tangente e metterci a fantasticare fino ad arrivare a parlare di Vampiri o di esseri provenienti dagli spazi come dice anche il libro distrutto nell'incendio di Alessandria in cui il Babilonese Beroso, parla dell’incontro tra le civiltà mesopotamiche e gli Apkallus, semidei anfibi discesi dalle stelle.
Ma torniamo ai Tarocchi
Altri studiosi hanno ipotizzato un legame tra i Tarocchi e l'Egitto, basandosi su altri elementi, ma solo Philippe Camoin, nel 1998, produsse argomentazioni interessanti  in grado di darne una dimostrazione per certi versi convincente. Non è qui nostra intenzione avallare una o l'altra teoria ma a
noi interessa proporre un'idea, una fantasia che forse potrebbe tramutarsi in realtà grazie alla forza della curiosità ed all'anelito alla ricerca. Secondo quanto insegnato nella sua "Scuola dei Tarocchi" il collegamento è senz'altro certo ed a dimostrazione di questa tesi viene portato un intrigante esempio: quello della carta chiamata il MATTO.
Cito le loro argomentazioni:
"Questa carta è senza numero, laddove gli altri arcani maggiori sono numerati da 1 a 21. Si tratterebbe quindi di una carta che va considerata a parte. Rappresenta un pellegrino, o una guida, che si sposta e ci accompagna sul cammino composto da altre 21 carte. Infatti, il metodo creato da Philippe Camoin, presenta i 21 arcani maggiori posti in tre file di 7, che formano così un sentiero sul quale il Matto si muove in avanti. Più precisamente, appunto, questa visione concorda con il mito di Anubis, Dio egizio che accompagna l'anima degli uomini nel suo viaggio verso il Giudizio. Questo è proprio il nome della penultima tappa (l'Arcano XX) sul cammino del Matto. Un'altra serie di punti in comune si aggiunge a questa sorprendente similitudine. Anubis generalmente viene rappresentato come un uomo a testa di cane, che tiene nella mano destra un grande bastone ed uno piccolo e curvo in quella sinistra. Di solito ci appare di profilo in un movimento di cammino in avanti. Ora, sulla carta del Matto appare un uomo di profilo che cammina in avanti, con gli stessi attributi e accompagnato... da un cane".

 


Un'altra teoria che collega i Tarocchi con l'Egitto è quella proposta, circa un secolo prima, da Court de Gebelìn che affermò che gli Arcani maggiori erano i resti di un antico libro egizio, il Libro di Thoth. Questo libro perduto era poi stato introdotto in Europa dagli zìngari, che, secondo il Gebelin, non erano altro che una tribù di antichi Egizi. Egli riteneva così di aver risolto il mistero delle origini, mediante un'ipotesi suggestiva ed esotericamente allettante. Infatti, collegando i tarocchi alla sapienza egìzia, aveva innestato quest'arte nel filone ermetico, conferendole la dignità che ancora le mancava.

 

Tutti i testi posteriori, anche se non furono completamente d'accordo, si servirono delle indicazioni del Gebelin per costruire le loro ipotesi.

 

Se volete proseguire questo viaggio sulle orme dei Tarocchi allora seguiteci in giro per l'Italia partendo da Bergamo e dal suo Museo Carrara dove è conservato il più antico e forse primo mazzo dei Tarocchi,  saltando a Catania per visitare il Castello Ursino con i Tarocchi di Alessandro Sforza oppure a Siena dove potrete camminare, nel Duomo di Santa Maria Assunta, su un meraviglioso pavimento intarsiato con le immagini dei tarocchi. Se poi non vi basta andate a vedere il magnifico Giardino dei tarocchi

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