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 Luoghi misteriosi da visitare in Piemonte    
Il tesoro del castello di Malamorte ora di Belvedere a Belveglio (Asti)

stemma comune di Belveglio AstiStrano questo paese che fino al XV secolo si chiamava Malamorte.

 

Qual'è l'origine di tale nome ? e perchè parlare di questo piccolo paese in provincia di Asti ?

 

Il primo signore di Malamorte, fu Raimondo Turco (1003 - 1092), proveniente da una famiglia nobile di Asti.

 

I marchesi aleramici d'Incisa divennero padroni della località dopo la discesa di Federico Barbarossa nel 1155, che sconfisse ed incendiò la città di Asti, ma dopo la pace di Costanza (1183) furono costretti a restituirla al Comune di Asti.

 

In seguito alle guerre civili ad Asti tra le fazioni dei Solaro e dei Guttuari, il paese di Malamorte subì molte distruzioni, almeno fino a quando non passò sotto la dominazione dei Visconti,che assegnarono il villaggio ai Guttuari.

 

Nel 1387, il villaggio compare nella dote di Valentina Visconti per il suo matrimonio con Luigi di Valois e probabilmente in questo periodo la località modificò il proprio nome in Belvedere (Bellumviderium Astensium).

 

Fino al secolo scorso questo comune venne chiamato con il nome di Belvedere, ma con l'unità d'Italia divenne Belveglio per distinguerlo dai numerosi centri omonimi.

 

E' un piccolo paese della valle del Tiglione, affluente di destra del Tanaro, che attraversa un territorio fertilissimo, ricco di boschi e vigneti. Nulla sembra lasciare intuire il motivo dell'antico nome di   Malamorte, ma sulla origine di tale denominazione si è sbizzarrita la fantasia degli scrittori.

 

Nessuna delle ipotesi formulate è suffragate da prove o documenti; il nome potrebbe voler ricordare le frequenti epidemie che si svilupparono in queste zone allora malsane ? Oppure le innumerevoli guerre e violenze scatenatesi intorno al castello sorto nel XII secolo ? Ma forse l'ipotesi più probabile è quella che lega il nome del paese con il castello oppure ...proseguite nella lettura ed avrete una forse più intrigante interpretazione.

 

L'attuale castello è in stile neogotico ma non è, ovvimente, quello originale; è stato edificato sui resti dell' antico maniero distrutto nella prima metà del XVII secolo.

 

Le prime notizie del castello risalgono intorno all'anno mille quando la dimora storica era sotto la signoria dell'astigiano Raimondo Turco nato nel 1003 e morto nel 1092. Nei vari secoli fu centro di numerose contese fino a quando divenne proprietà di Casa Savoia ed infine acquistato nel 1929,  dal conte montenegrino Hector Petrausch.

 

Ma chi era costui ?

 

Ettore Florian Petrausch era una singolare figura di medium e guaritore, che durante il periodo fascista fu a capo di un Istituto Sperimentale di Scienze Ultrapsichiche, che intendeva muoversi «nelle direttive del Regime» raccogliendo diversi intellettuali, alcuni senatori (tra i quali Marconi) e l'aristocrazia romana («sarà ben rappresentata»), oltre che medium, sensitivi e spiritisti.

 

A memoria d'uomo al Castello di Belveglio ( Asti ) si era sempre parlato di un tesoro nascosto. Non si sapeva
bene in che cosa consistesse, ma si aveva un'idea, almeno vaga, del luogo in cui poteva trovarsi: sotto il castello.

 

Ecco che allora il conte Petrausch dedicò il suo tempo a sedute spiritiche e a colloqui con maghi e veggenti nella speranza di localizzare le favolose ricchezze celate nei suoi possedimenti o piuttosto il misterioso tesoro costituito da segreti alchemici, segnali misterici, simboli e potere, tracce oscure e metafisiche. Considerate che nel 1930 la tecnologia era sufficientemente avanzata da permettere scavi e ricerche con sistemi tecnologici; invece il misterioso conte, che viene dall'oscuro Montenegro, preferisce la ricerca tramite sensitivi, sedute spiritiche ma per richiamare chi ? Per trovare cosa ? Ed ecco che il cerchio si chiude se ritorniamo al misterioso nome del paese: "Malamorte".

 

Nel 1957 il castello venne acquistato dal Sig. Barberis che, in un periodo ancora più scientifico del precedente, lo acquista per proseguire la ricerca del fantomatico tesoro. Molte erano le voci di un immenso tesoro celato nei sotterranei ma, aggiungerei, molti sono i segnali sparsi nel tempo per indicare qui la presenza di qualcosa ancora più prezioso dei beni materiali. Il signor Barberis, finanziò queste ricerche, effettuate anche con l'aiuto della massima tecnologia esistente a quei tempi; si arrivò anche ad utilizzare un particolare rilevatore elettronico messo a punto da un ingegnere milanese, il Rabdomante Elettronico, capace, con un procedimento assolutamente rivoluzionario, di individuare tutto quello che si nasconde sotto la superficie della terra. La sensibilità dell'apparecchio permise di individuare vari indizi della possibile presenza del tesoro ma anche di leggere alcune scritte in italiano, latino e greco che decorano le volte e i muri degli antichi sotterranei. Nessun occhio umano le ha ancora viste, ma il Rabdomante Elettronico sembra sia stato abbastanza preciso a questo riguardo. Così, dopo aver rivelato la presenza di due corpi imbalsamati e abbastanza ben conservati, sembra abbia “letto” simboli esoterici ed invocazioni, invettive ed incitamenti scritti in una lingua strana ancora tutta da decifrare. Lo strano apparecchio sembra comunque aver individuato anche decine di barilotti da soma pieni di monete d'oro e d'argento e scrigni che potrebbero essere pieni di rubini, smeraldi, oro e brillanti.

 

Il tesoro dovrebbe essere raggiungibile dal fondo di un antico pozzo che si trova sulla collina. Da questo pozzo una scala a chiocciola permetterebbe di raggiungere una galleria
che penetra nella collina per una trentina di metri fino a raggiungere alcuni ambienti sotterranei sotto il castello.

 

Gli scavi di ricerca proseguirono per qualche tempo e varie persone del paese giurano che siano state recuperate parecchie monete d'oro. Tuttavia (però mi sa tanto di scusa), il rischio di cedimenti nelle gallerie avrebbero bloccato ogni ulteriore ricerca.

 

Attualmente il castello è sede dell'Ente Concerti Castello di Belveglio, promosso e diretto dall'artista milanese Prof. Marlaena Kessick, nuova proprietaria del castello dal 1973.

 

Ecco sempre presente il Piemonte magico, simboli massoni, presenze esoteriche, la magia bianca e la magia nera. Personaggi che da paesi oscuri giungono in Piemonte alla ricerca di qualcosa di eccezionale.

 

Soprattutto i bellissimi paesaggi di questa regione magica ed antica, misteriosa ed intrigante.

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