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Val Zebrù, il sepolcro di ghiaccio, il tesoro crociato ecc...

che volete di più ?

 

Val Zebrù è una valle molto bella, si può percorrerla a piedi in circa 2 ore.
Il percorso è semplice ed il panorama è splendido in mezzo alla natura!
Passeggiando per la valle si possono vedere stambecchi, volpi e lepri.

Per chi ama la natura è una valle che merita davvero.Stelvio

Ma che nome strano per una valle, un nome con una vaga assonanza africana.

Ma perché questo nome e qual è la sua leggenda, storia e tesoro ?

Uno strano ed inquietante sepolcro nel ghiaccio, ancora oggi visibile.

E cosa si cela in questo sepolcro ?

Siete curiosi ed avete voglia di partire alla sua scoperta ?

Ebbene si ! vi indicherò dove trovarlo ma….. prima leggete la struggente leggenda che lo accompagna.

 

Non correte alla fine del racconto perché quello che conta non è la meta ma il viaggio.


Val ZebrùSiamo nel Parco Nazionale dello Stelvio, nella val Cedec e Zebrù a cospetto di una delle montagne più interessanti di tutto il gruppo Ortles-Cevedale ovvero il Gran Zebrù.

Qui inizia la storia di un cavaliere, Johannes Zebrurius , re delle anime gloriose (ecco perchè Gran Zebrù è citato in tedesco come Königspitze) che nel XII secolo era feudatario di Gera D'Adda innamorato della figlia del castellano del Lario, Armelinda.

Il castellano era però contrario a dare sua figlia in sposa ad un povero cavaliere.

In cerca di gloria e fortune, Johannes partì allora per la Terra Santa, restando in mediooriente per quattro lunghi anni.

Ritornò ricco e corse subito a chiedere la mano della sua amata e bella Armelinda ma, purtroppo, questa nel frattempo era andata in sposa a un castellano milanese.

Così, il giovane Zebrurius fuggì per dimenticare e lasciarsi alle spalle il ricordo dell’amata e i luoghi che gli ricordavano il suo dolore.

Si rifugiò fra gli imponenti monti dell’alta Valtellina, nella valle che poi ereditò il suo nome, vivendovi in eremitaggio per trent’anni, fino alla morte.

Però…..qui c’è qualcosa di strano che avvenne …

In attesa della morte Zebrurius si preparò uno strano sepolcro, erigendolo ai piedi della vedretta della Miniera, protetto dai ghiacci eterni.

Prima di morire si sdraiò nell’avello da lui preparato e, grazie ad un ingegnoso meccanismo di tronchi e contrappesi, fece calare sopra di sé una gigantesca pietra tombale fatta di bianco calcare dolomitico su cui era inciso il suo nome.

L'anima del cavaliere invece volò dall'altra parte della valle fino al Gran Zebrù, e la rocca degli spiriti buoni accettò l'anima del cavaliere che sopportò tutti quegli anni senza vendicarsi contro chi gli aveva portato cosi tanto dolore.

Nelle leggende celtiche si narra che il Gran Zebrù sia in realtà una torre verso il cielo, abitato dagli spiriti nobili che lasciarono in terra impronte mortali (per segreta natura cela come sonanza celtica "Spirito buono" e "fortificazione").

La tomba del cavaliere la si vede ancora dalla Baita del Pastore, basta rivolgere lo sguardo verso la parte finale del ghiacciaio della Miniera.

Ancora oggi si possono visitare queste zone, ancora integre e lontane dal "rumore" umano.

Le vette e i ghiacciai sono la forza delle valli dello Stelvio, ricche di acque, di flora e di animali. Meta dei trekking più belli del Gruppo Ortles-Cevedale, sono ideale meta anche per i fotografi che amano la fotografia naturalistica.

Ma a parte l’aspetto naturalistico non dimenticate di essere un po’ più prosaici e pensate anche al tesoro.

Infatti il tesoro che si portò al ritorno dalle crociate dov’è ?

Non lo ha certo dilapidato perché visse da eremita fino alla sua morte.

Un altro luogo ed un altro mistero ?

Ed un altro tesoro da cercare.

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