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Il castello visconteo di Trezzo

è situato su un promontorio su un'ansa del fiume Adda e da questo protetto sui due lati. Sul terzo lato era protetto da una torre quadrata alta 42 metri.

 

Il luogo in cui sorge il castello risulta essere stato frequentato sin dal VI secolo d.C., e ancora prima dai  Celti,  fin dal IV secolo a.C., come spesso riscontriamo quando troviamo luoghi con storie misteriose ed intriganti (vedete anche le altre località che segnaliamo nel sito)

 

Trezzo viene citata per la prima volta dallo storico Polibio come terreno di una importante battaglia tra i Romani e i Galli nel 222 a.C.

 

Il castello, la cui costruzione sembra sia iniziata per volere della regina dei Longobardi Teodolinda,  era costruito a difesa di un ponte e per la sua posizione strategica fu dapprima conteso fra Federico Barbarossa e la città di Milano e in seguito fra i Visconti e i Torriani.

 

I resti attuali sono quelli della costruzione del 1370 di Bernabò Visconti di cui fu residenza e prigione fino alla morte ad opera del nipote Gian Galeazzo Visconti.

 

Si dice che il castello celi un grande tesoro, forse quello di Federico Barbarossa, imperatore del sacro romano impero nella seconda metà del XII secolo. Ma forse il tesoro è quello dei Visconti perchè dall'epoca del Barbarossa a quella del Visconti (circa 200 anni) il castello fu più volte incendiato e ricostruito.

 

I sotterranei del castello sono stati tristemente frequentati da prigionieri che qui vi venivano orrendamente torturati  e che ora forse seguitano a visitare i luoghi nel loro aspetto etereo di fantasmi. Una delle torture più tristemente famose era quella della "goccia". Questa tortura veniva praticata nella “stanza della goccia”, così chiamata perchè dal soffitto di questa stanza (più grotta che stanza) cadono gocce d’acqua ad intervalli regolari. Il prigioniero veniva legato proprio sotto una di queste gocce che lentamente gli scavava il cranio provocandogli la morte atrocemente.

Il castello è quindi tristemente famoso per le innumerevoli crudeltà avvenute entro le sue mura. Come ad esempio quella inflitta alla figlia di Bernabò Visconti, signore alla fine del XIV secolo, che venne murata viva nelle segrete del castello perchè colpevole di essersi innamorata dello stalliere. Altri ritengono invece che  la fanciulla venne gettata in un pozzo sul fondo del quale erano poste lame accuminate. Comunque in molti sostengono di averne visto lo spettro passeggiare tra le mura del castello. Altri ritengono invece che il fantasma sia quello di Federico I detto il Barbarossa, imperatore del Sacro Romano Impero, rimasto nel castello forse per difendere il suo ambito tesoro... ancora inviolato

Ma i misteri del castello non finiscono qui (mentre se preferisci proseguire nella ricerca di TESORI segui questo link)


 

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Sempre nel castello, tempo fa, uno scavo archeologico ha portato alla luce lo scheletro, forse di un longobardo, sicuramente un uomo importante, visto il ricco corredo funebre. La stranezza è questa: dalle ossa rinvenute, si capisce che la  persona in questione doveva essere alta più di due metri! Un vero gigante dell’antichità. Di sicuro, più di 2 metri e 40 cm, visto che queste erano le grandezze della tomba in cui furono rinvenute le ossa; l'uomo venne riposto in questo sepolcro, ma dovettero farcelo stare, visto che era anche più lungo! 

 

Altro mistero riguarda la tecnologia per costruirlo.

 

Il castello era costruito a difesa di un ponte d'importanza strategica. Questo ponte  è stato costruito a campata unica di 72 metri, alto 25 metri sul pelo dell'acqua, fortificato e costruito su tre livelli per consentire il passaggio separato di carri e pedoni,.Per i tempi era un'opera di ingegneria notevole.

 

Anche le tecniche di costruzione sono sconcertanti. Le pietre sono appoggiate le une sulle altre, incastrate tra loro e nelle fessure non passa nemmeno la lama di un coltello, proprio come le mura megalitiche costruite dagli Incas. Troviamo basamenti di età antecedente ai Celti, forse appartenuti a qualche civiltà dimenticata.  Tornando nei sotterranei, ad un certo punto, troviamo una porta che non conduce da nessuna parte. Il soffitto in quel punto è crollato, impedendo di capire dove porti il passaggio. Tuttavia, si ritiene che conduca nelle profondità della terra e poi  forse ad un altro castello distante qualche decina di chilometri, addirittura passante sotto il letto del fiume Adda. Nel medioevo infatti erano comuni questi passaggi sotterranei che collegavano i castelli tra di loro. Utili in caso di assedio, per fuggire senza passare dalla porta principale. Ma non è tutto. Alcuni pensano che proprio in queste gallerie, ormai chiuse dal tempo, il Barbarossa potrebbe aver nascosto il suo tesoro.

 

Queste gallerie sotto il castello, forse ancora più antiche dei Celti, fanno ritornare alla mente la leggenda di Agharti, il mitico mondo sotterraneo che ancora oggi controllerebbe il destino di noi abitanti della crosta terrestre (altri collegamenti li trovate nel sito visitando i misteri del Lago di Bolsena, di Trento e di Torino ecc..).

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