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Tarocchi: il Museo di Bergamo

BergamoSeguitemi in questo viaggio non sulla cartomanzia legata ai Tarocchi ma alla scoperta delle loro tracce fisiche, andiamo a vederli come testimonianza di una cultura, di un'epoca, di un sogno: quello dell'uomo di svelare il suo destino.


Da dove vengono i Tarocchi ? Questo è senz'altro un argomento spesso affrontato da molti e vari studiosi, o pseudo-studiosi, ma come ormai  avrete capito in queste pagine non voglio proporvi una particolare visione della storia (che come sempre è quella dello scrittore) ma stimolare la curiosità e soprattutto indicarvi dove trovare e vedere i Tarocchi ...da toccare con mano,  e fantasticare con quel minimo di conoscenza che permette di aprire i nostri cuori alla fantasia e fa riemergere ricordi che non possiamo perdere.

Le origini dei Tarocchi si perdono nelle infinite leggende che ci piace costruire e proporvi. Un minimo di storia per conoscerli e gustarli di più e poi ...andiamo a vederli.


Per alcuni sono stati gli zingari a portarli in occidente dalla lontana India o Cina (forse è per questo che si crede siano loro i principali detentori della cartomanzia). Per altri sarebbero arrivati dall’Egitto, per strade più o meno esoteriche o portati in Europa dai Crociati, in particolare dai Templari, da Israele.
Comunque tutte queste interpretazioni sono concordi nell'individuare nell'Oriente l'origine delle carte dei tarocchi e più in generale delle carte da gioco. In Europa i giochi di carte e quindi i tarocchi comparvero per la prima volta intorno al XIV secolo. Spesso venivano denominati "Triumphi" ed infatti fino al 1500, le carte erano soprannominate Ludus triumphorum.
A seguito di tale assonanza alcuni sono propensi ad abbinare i Tarocchi al "gioco dei Trionfi del Petrarca", in diretto collegamento con l'opera letteraria omonima, Triumphi, di Francesco Petrarca, le cui sei allegorie sono state spesso rappresentate in modo simile alle icone trionfali dei tarocchi: Trionfo dell'Amore = Amanti (Arcano VI), Trionfo della Castità = Temperanza (Arcano XIV), Trionfo della Morte = Morte (Arcano XIII), Trionfo della Fama = Giudizio (Arcano XX), Trionfo del Tempo = Eremita (Arcano IX), Trionfo dell'Eternità = Mondo (Arcano XXI).

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Sull'origine dei tarocchi esistono numerose teorie, di cui quelle esoteriche si svilupparono a partire dal 1800 a seguito degli studi pubblicati da Antoine Court de Gebelin. Jean-Baptiste Alliette. La più nota di queste individua l'Antico Egitto come luogo di origine del Tarocchi  che sarebbero stati inventati direttamente dal dio Thoth; i tarocchi non sarebbero altro che la rappresentazione del Libro di Thoth. Per approfondimenti vi consiglio di leggere anche l'articolo sul Museo Egizio di Torino che troverete sempre su questo sito (vai al Museo Egizio...)
Un'altra teoria collega i Tarocchi alla Cabala ebraica basandosi sul fatto che i Trionfi sono ventidue come le lettere dell'alfabeto ebraico.
Ma ritornando al Medioevo notiamo che nel 1480 comparve il Sermones de ludo cum aliis dove un anonimo predicatore domenicano si scagliava contro l'uso dei tarocchi, e in particolare dei Trionfi. L'importanza di tale documento è dovuta al fatto che vengono elencate le figure con i nomi e la disposizione attualmente noti, con una nota di profondo sdegno perché Angeli, Virtù cardinali, Imperatore e Papa e perfino Dio Padre erano raffigurati nel gioco profano. Il predicatore termina condannando l'inventore del mazzo, il Diavolo, colpevole di trascinare l'uomo nel vizio. Sappiamo inoltre che la pratica di condannare il gioco di carte era diffusa, se persino San Bernardino da Siena le stigmatizzò in un suo famoso sermone tenuto a Bologna nel 1423, dopo il quale fu acceso un rogo dove furono bruciati mazzi di carte.
Una curiosa variante dei tarocchi compare a Firenze, nel 1500 circa,  con il nome di Minchiate (si ! non si tratta di un errore di stampa). Il mazzo delle Minchiate  era costituito da novantasette carte e fu così chiamato non per la sua attinenza al membro virile, ma forse per indicare la futilità del gioco (della vita ?). Le Minchiate sono una curiosa variante del tarocco tradizionale. Le prime trentacinque carte, dette Papi sono seguite da cinque carte chiamate Arie: la Stella, la Luna, il Sole, il Mondo e il Giudizio finale detto Le trombe. I semi sono Denari, Coppe, Bastoni, Spade. Gli onori sono detti Cartiglia e presentano centauri al posto dei cavalieri. Tra le altre carte mancano la Papessa e il Papa, mentre sono state aggiunti il Granduca, le quattro Virtù Cardinali, le tre Teologali, i quattro Elementi, i dodici Segni zodiacali.

 


Senza indugiare oltre sul gioco dei Tarocchi, ampiamente trattato e sviscerato in molti altri ambiti, andiamo a conoscerli fisicamente a Bergamo oppure se preferite a Catania o a Siena o Torino.


Iniziamo con Bergamo
Il più antico e completo mazzo dei Tarocchi a noi giunto è costituito da carte miniate, intorno al 1440 per Filippo Maria Visconti, dal Bembo Bonifacio (14 trionfi, dal Matto al Giudizio) e dal miniaturista Antonio da Cicognara (i restanti trionfi sono stati aggiunti qualche decennio dopo, verso il 1480).
Questo mazzo dei Tarocchi, soprannominato Mazzo "Pierpont-Morgan Visconti-Sforza" , è composto da 74 carte di dimensione 175x87 mm, suddivise in  20 Arcani Maggiori e 54 Arcani Minori mentre 4 carte sono andate perdute.
Le illustrazioni sono rappresentate in elegante tardogotico e spiccano su un fondale rosso cremisi con punzonature in argento, miniate in lamina d'oro.
L'Accademia Carrara di Bergamo conserva 26 carte di questo mazzo; 35 carte si trovano nella Biblioteca Pierpont-Morgan di New York e le restanti 13 presso una collezione privata, la collezione Colleoni sempre a Bergamo..
L'Accademia Carrara è  uno dei  più prestigiosi musei d'Italia ed non perdete l'occasione di visitarne anche la pinacoteca con oltre 1800 dipinti di artisti quali Pisanello, Botticelli, Giovanni Bellini, Mantegna, Raffaello, Moroni, Baschenis, Fra Galgario, Tiepolo, Canaletto e Piccio.

Se volete proseguire questo viaggio sulle orme dei Tarocchi allora seguiteci in giro per l'Italia partendo da Torino e dal suo Museo Egizio e saltando a Catania per visitare il Castello Ursino con i Tarocchi di Alessandro Sforza oppure a Siena dove potrete camminare, nel Duomo di Santa Maria Assunta, su un meraviglioso pavimento intarsiato con le immagini dei tarocchi. Se preferite fate un salto nel giardino dei Tarocchi di Capalbio

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