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 I luoghi ed i misteri    

SENAGO (Milano) - Ville e Fantasmi

Villa Borromeo villa San Carlo BorromeoL’epigrafe visibile sulle mure esterne della Villa San Carlo Borromeo a Senago spiega l’origine del nome della località derivante da sanus aer o sanus ager, dove ager è un tipico suffisso celtico.
La salubrità del luogo è famosa fin dall’epoca romana ed è citata in molti testi di varie epoche. Nell’opera del Parravicini in cui sono narrate le vicende della terribile peste del 1630 che sconvolse Milano ed i territori contigui, si cita Senago come un luogo lasciato incolume.

 

Si narra della storia di due giovani chierici che corsero il rischio di essere giustiziati come untori:
Senago, è a sette miglia da Milano e sopra una collinetta che domina Senago sorgeva la casa del Cardinale Borromeo, con orti ameni che la circondavano.
Si narra che qui il cardinale fece ricoverare due chierici per preservarli dalla peste milanese.
Il luogo ameno e solitario andava loro a genio, per cui, recitato che ebbero alacremente l’uffizio, tratte di tasca le loro lezioni, si diedero a ripassarle, lieti d’adempire i doveri ecclesiastici e letterari.
Quattro fanciulli che si trovavano sopra la collina, a custodia del gregge, li scorsero sdraiati all’ombra, vestiti di nero che gesticolavano con in mano scartafacci.
D’improvviso decisero essere due di coloro che dalla casa del demonio in Milano andavano nelle campagne a spargere gli unti. Allertato il paese, tutti corsero per giustiziare i due malcapitati che però furono salvati grazie all’intervento di uno dei custodi della villa


Ma Senago è nominata in altri testi anche per un inquietante sospiro che negli anni ha terrorizzato la cittadina.
Con il calare del sole la gente di Senago comincia ad aver paura. Uno strano rumore che proviene dal campanile della vecchia chiesa nel quartiere Senaghino non fa dormire i cittadini. Da questa chiesa, ora adibita a magazzino, proviene un suono, simile a un rantolo, a un respiro affannoso, a un lamento.  Le prime volte che si è manifestato, tutti hanno pensato a qualcuno che stesse male per strada ed alcuni sono scesi in strada per aiutare il malcapitato. Ma non era così e dal quel momento e per molti mesi (ma ad oggi non sò se ancora si sente) il sospiro è stato puntuale ad ogni calar del sole. Nel quartiere Senaghino tutti hanno sentito, parlato, temuto questo sconcertante fenomeno. Si sono fatte molte ipotesi: c'è chi crede che si tratti proprio di un fantasma, chi invece ritiene sia il vento a provocare il lamento oppure sia solo il verso di un barbagianni o di un altro uccello che ha trovato casa nel campanile.

La gente vorrebbe salire a vedere in cima al campanile, ma il timore e forse anche le scale pericolanti di questa vecchia chiesa  hanno tenuto celato il mistero.

Se volete andare voi a vedere, Senago è a 16 chilometri a nord di Milano ed è, in ogni caso, un luogo da visitare di giorno per la bella villa del cardinale Borromeo e di notte per il fantasma del campanile…scegliete voi.

Non dimenticate di fare un giro nei dintorni di Senago dove, grazie all’aria salubre dei luoghi, nel XVII e XVIII secolo sono state costruite molte altre residenze signorili, dedicate allo svago e all'evasione dalla vita cittadina. Col tempo tali dimore sono diventate il fulcro di una riorganizzazione del paesaggio agrario in grandi aziende padronali.

Le ville che ancora oggi resistono all'usura del tempo sono:
Villa Corbella-Martinelli-Sioli;
Villa Po Degli Occhi, di costruzione settecentesca, conserva affreschi di gusto neoclassico nel corpo centrale. La dimora residenziale è dotata di una torre belvedere che si affaccia su un suggestivo parco. Attualmente sono in corso lavori di restauro;
Villa Verzolo-Monzini, ora di proprietà comunale, fu fatta costruire dalla famiglia Monzini verso la metà del XVIII secolo. Inizialmente l’edificio svolgeva una funzione agricola. Solo verso il 1850, in vista delle nozze di un componente della famiglia, venne deciso di trasformare l’edificio in villa, realizzando quindi anche i soffitti affrescati che si possono ancora vedere. La villa, sede della biblioteca comunale, sorge all’interno di un parco all’inglese aperto al pubblico;
Villa Ponti, in stile neogotico è circondata da un vasto parco, in mezzo al quale sopravvivono i ruderi di una torre di epoca viscontea.

   
  
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