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Inizia un affascinante viaggio verso i

Luoghi del mistero

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UN TESORO DOVE NON TE LO ASPETTI ...A VENEZIA NEL 1517”

 


 

Ma quanti tesori ci sono in Italia ?

 

Tesori non solo d'oro e gioielli ma altri forse più preziosi fatti di altri materiali … ad esempio.... di carta.

 

 

Il libro più prezioso di tutti è sicuramente la BIBBIA di Gutemberg, il primo libro stampato a caratteri mobili nel 1456, con un valore stimato in circa 30 milioni di euro.

 

Il secondo libro è uno dei più misteriosi ed affascinanti.

 

Prezioso in modo incredibile con il suo contenuto di appena 72 pagine.

 

É il "Codice Hammer" ribattezzato dal suo ultimo possessore con il suo vecchio e primo nome di Codice Leicester.

 

Il suo ultimo possessore è un certo Bill Gates, che molti apprezzano ma altri credono abbia uno strano legame con il paranormale, il fondatore di una società d'informatica chiamata Microsoft … abbastanza famosa .

 

Il codice Hammer è invece la raccolta dei testi scientifici di un tale chiamato Leonardo da Vinci.... anch'esso abbastanza famoso .

 

Ritornando al nostro tesoro veneziano, 13 anni dopo la stampa del primo libro a caratteri mobili, nel 1469 Giovanni da Spira iniziò l’arte della stampa a Venezia pubblicando come primo libro: “Le Epistole di Cicerone”.

 

Nel 1517 l’arte dello stampare a Venezia non era soggetta a leggi particolari ed era possibile anche ricevere dal Senato licenze e privilegi per stampare.

 

In quell'anno fu stampato un libro dal nome “Della razòn de li volgari proverbi”

 

Conteneva un verso, destinata ai frati, che diceva: “ … che dove non toccaron pria quattrino, hor hanno piene d’oro le gran tasche, contra il precetto del suo Serafico San Francesco …”

 

I Francescani del convento di San Francesco della Vigna, a Castello, si ritennero profondamente offesi da questi versi che li accusavano d’essere mercanti privi di scrupoli, avari e prepotenti.

 

I frati denunziarono autore e libro al Consiglio dei Dieci, dichiarandolo un “ … libro altamente offensivo della Religione ...”, e volevano che il Doge desse l’ordine di bruciarlo pubblicamente .

 

I Censori Dogali, nominati alla bisogna dal Doge, non trovarono ragioni per procedere secondo le richieste dei frati e tutte le copie del libro furono rimesse in commercio regolarmente.


 

Ai frati rimase solo di comprarne il più gran numero possibile di copie, riuscendo nel loro scopo di non far diffondere l’opera.

 

Per questo, quel testo divenne presto un libro raro già in quell’epoca.

 

Sembra che oggi ne esista solo una copia conservata al Museo del Louvre di Parigi.

 

Ma oltre all'invito di cercare, nei vecchi cassetti di qualche soffitta, copie di libri che potrebbero essere un tesoro, vi ho raccontato questa storia perchè quel fatto rappresenta il primo tentativo di imbavagliare la libertà di stampa, tentativo che poi portò, nel 1527, ad introdurre la “Censura della Stampa” a Venezia.

 

Infatti il 27 gennaio 1527, il Consiglio dei Dieci con un’apposita “parte”, legiferò che avrebbe autorizzato la pubblicazione libro per libro.

 

Chi pubblicava ed editava senza permesso sarebbe incorso in pene severissime.

 

Nel 1596, sotto Papa Clemente VIII, venne infine realizzato l’Indice dei Libri Proibiti, secondo le nuove norme d’applicazione del Concilio di Trento (date un'occhiata a questa pagina sul concilio di Trento...è interessante ).

 

Scusate mi stavo dimenticando di dirvi dove potreste trovare altre copie del prezioso libro... ma ovviamente dai Frati Zoccolanti del Convento di San Francesco della Vigna, a Castello.

Sono loro che li hanno acquistati per levarli di mezzo ma sembra che non li abbiano distrutti tutti perchè volevano tenerne qualche copia da produrre come testimonianza nella causa che hanno cercato di avviare a Roma contro il dottore Alvise Cintho Fabrizi, editore del libro incriminato.

Qualche copia sembra sia ancora da qualche parte all'interno del Convento o finita su qualche banchetto.

BUONA CACCIA