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La chiesa di San Leonardo a Siponto è un bel esempio di romanico pugliese, singolarmente sormontata da due cupole di forma e altezza diverse.

Non è nota la data esatta della sua fondazione, ma si sa che nel 1127 era officiata dai Canonici Regolari di Sant'Agostino, dunque è verosimile che il complesso sia stato costruito all'inizio del XII secolo o alla fine dell'XI secolo.

All'interno è suddivisa in tre navate con volte a botte, che si scaricano su semipilastri e pilastri cruciformi. 

Dall'alba della civiltà si può ritrovare la consuetudine d'inserire nelle costruzioni elementi architettonici ispirati da modelli astronomici  per arricchire di elementi simbolici soprattutto l'edificio religioso  


Il simbolismo cosmico si ritrova nelle costruzioni assiro-babilonesi, in quelle dell'antico Egitto e nelle opere sacre degli Ebrei come anche presso le popolazioni di origine Celtica o nelle religioni di origine precolombiana spesso solo per accentuare ogni aspetto soprannaturale che avesse presa sulla suggestione della popolazione.


Molto frequenti sono i riferimenti ai fenomeni dei solstizi per la loro particolarità astronomica ma spesso solo perchè segnavano momenti particolari nella vita delle civiltà agricole che basavano la loro sopravvivenza sull'alternarsi delle stagioni.

 Anche a San Leonardo di Siponto possiamo ritrovare tali elementi

All'apice di una volta centrale della navata di destra, presumibilmente verso la metà del Cinquecento, è stato realizzato lo gnomone di una meridiana a camera oscura, a un'altezza di oltre dieci metri che il giorno del solstizio d'estate, il 21 giugno, viene attraversato dal sole che proietta undici raggi che formano sul pavimento della chiesa altrettanti petali di luce.

 

Il fenomeno è stato concepito con molta precisione, abbinando calcoli astronomici a quelli architettonici al momento della costruzione dell'Abbazia.

 

In occasione degli equinozi di primavera e d'autunno - il 21 marzo e il 21 settembre - verso le ore 16,00, il raggio proietta invece una macchia di luce nell'abside di sinistra.

 

Altra caratteristica di questa chiesa è costituita dalle decine di piccole catene appese sui semipilastri compositi ai lati dell'abside.


Queste sono il simbolo della devozione dei carcerati in quanto San Leonardo, nato in Gallia intorno al 510, godeva fama di uomo pio e di benefattore dei carcerati (si racconta che quando i prigionieri lo invocavano, le loro catene si spezzavano miracolosamente).

 

Un culto particolare gli fu dedicato al tempo delle Crociate e tra i suoi devoti si ricorda il principe Boemondo d'Antiochia, condottiero della Prima Crociata, fatto prigioniero dai Musulmani nel 1100.

 

 Le preghiere che questi rivolse a San Leonardo gli ottennero la liberazione ed egli donò al Santuario di Saint-Leonard de Noblat alcune catene d'argento come ex voto. San Leonardo divenne quindi il patrono dei carcerati ma anche dei fabbri, in quanto costruttori di catene: da allora nei luoghi di culto a lui dedicati vengono deposti ceppi e catene, in segno di riconoscenza per la liberazione ottenuta con la sua intercessione.

 

Sull'adiacente fiancata della navata laterale, si intravedono gli scudi crociati dei Cavalieri Teutonici perchè il complesso monastico nel 1261 fu affidato da Papa Alessandro IV all'ordine religioso-militare dei Cavalieri Teutonici, che lo amministrarono sino a poco prima del 1500.

  

Nel Seicento la chiesa passa ai Frati Minori che lasciano la chiesa all'inizio dell'Ottocento, portando con sé l'originale simulacro ligneo di San Leonardo del Duecento, la statua della Madonna e le reliquie del corpo di San Celestino Martire, che vengono trasferite alla chiesa di Santa Maria delle Grazie di Manfredonia.

 

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